Flavio Brighenti - MUSICA di Repubblica 29.04.99 - rubrica Cinquestelle
“Storcano pure il naso, i puristi della conservazione. Ma è attraverso la contaminazione dei codici sonori contemporanei che l'immenso patrimonio della nostra tradizione folk può trarre linfa per sopravvivere ai morsi del tempo. In questa frontiera del suono sospeso nel tempo, i Nidi d'Arac occupano un posto di assoluto rilievo….pizzica tarantata battuta con inusitata energia sui groove ritmici campionati, la forsennata title track e il raggamuffin contagioso di “Balla sempre cchiù forte”, sono illuminanti…”
Guido Festinese ALIAS de "Il Manifesto" 8.05.99
“I nidi del ragno che pizzica e costringe a ballarsi la vita e il dolore da esorcizzare da qualche tempo assomigliano a laboratori high-tech. Il violino è appoggiato al campionatore, la tammorra condivide lo stesso spazio dei piatti e delle macchine che pompano beats elettronici. Alla seconda prova in sala d'incisione (ma dopo una bella messe di interventi sui palchi che hanno mostrato come questa sia tutt'altro che una ipotesi teorica), i Nidi d'Arac tornano con un disco che ha il più bel sottotitolo letto di recente. Tecnologia e partiture millenarie, schegge etno-tecniche e nuovi demoni da esorcizzare, fra antiche schiavitù da scoperchiare e misfatti del capitale globale da imparare a riconoscere……APPLAUSI.”

PANORAMA 26.03.99
“…..Il segreto del loro ritmo è miscelare il Sud, la "pizzica tarantata" del tamburello, con il sound jungle e dub, l'orgoglio
delle radici con l'elettronica e la globalità, la musica popolare con il nuovo sound britannico….”
Chiara Paolin

GLAMOUR 7.05.99
“….la definizione più appropriata potrebbe essere etno-techno: una delle migliori combinazioni fra tradizione meridionale,
albanese e mediorientale da una parte, correnti modernissime come trip hop o drumm'n'bass dall'altra……”

Giuseppe Palazzolo - KULT settembre 99
"…Nonostante sia una band giovane e di recente formazione, in pochi anni ha conquistato critica e pubblico con un sound
aggressivo e appassionato dove antichi ritmi si affacciano tecnologicamente al nuovo millennio…..Ronde Noe, un album ben
fatto, dalle sonorità intriganti e sofisticate. Se volete saperne di più..andate ad un loro concerto, deciderete voi."

“I Nidi d'Arac con Tarantulae mettono a punto un lavoro partendo ancora dalla tradizione della loro terra per poi elaborare con la consapevolezza del presente, una realtà che si muove al ritmo della tecnologia e delle influenze più impensate. Niente di strano allora accorgersi che nelle loro canzoni possono coesistere la magia della pizzica tarantata, perfettamente ripercorsa velocemente, con suoni sintetizzati, groove drum'n'bass e trip-hop. Il percorso dei Nidi, lungi dall'essere blasfemo, presta grande attenzione al rispetto della radizione che si può infatti cogliere in tutta la sua multicromaticità, nonostante l'imperversare dell'elettronica. la scelta del titolo, del resto, la dice lunga sul legame che esiste tra antico e moderno"

Roberto Caselli - JAM
"I Nidi d'Arac oggi, in Italia, rappresentano al meglio i contenuti di quel genere che si va affermando come concreta realtà musicale, all'insegna della ricerca, della tradizione popolare e della sperimentazione: l'etno-techno. Nonostante sia una band giovane e di recente formazione in pochi anni ha conquistato critica e pubblico con un sound aggressivo e appassionato dove antichi ritmi si affacciano tecnologicamente al nuovo millennio..."

"KULT"
"Sicuramente i Nidi d'Arac sono una delle promesse dell'underground italiano. Termine riduttivo forse per una band che fa della multiformità il proprio marchio..."

Andrea Stracchi - "CIAO 2001"
"Da anni i techno-aracnidi inseguono il sogno di rendere la musica popolare più fruibile e attuale - e nel loro caso - fondere la "pizzica" salentina con ritmi iper-tecnologici, pur lasciando alla poesia del testo (anche tradizionale) la musicalità del dialetto salentino..."

Giuseppe Palazzolo - "L'ISOLA CHE NON C’ERA"
"I Nidi d'Arac, "figli" spuri dell'etnomusicologia di De Martino, propongono canzoni in cui convivono bene i suoni del Salento e le modernità techno-jungle e drum'n'bass. Ronde Noe, seconda prova dopo Mmacarie, ripropone il morso del ragno, mito ancestrale nella "terra del rimorso", ed esalta il potere terapeutico della musica. Canti tradizionali, campioni elettronici, bei timbri di fiati e violino..."

Federico Scoppio - "MUSIKBOX"
"...Ronde Noe è un bel risultato di contaminazione, che lancia a tutti i gruppi di questa corrente musicale un messaggio preciso: più forti sono i legami veri, lineari, vissuti con le proprie origini e più ci si può permettere di lavorarci sopra per costruire qualcosa di diverso, provocatorio, rivoluzionario ma credibile..."

Enrico Lucchesi - "FOLK BULLETTIN"
"Partecipare alla colonna sonora di Figli di Annibale di Davide Ferrario ha dato ai Nidi d'Arac la possibilità di farsi conoscere a livello di massa, e viste le loro notevoli capacità non è troppo ottimistico sperare in consensi ben superiori a quelli che normalmente gratificano le band all'esordio una musica ricchissima e originale che unisce mondi e modi diversi: ritmi che spaziano dal narcotico al frenetico, dub e suoni mediterranei, tradizioni e modernità, tarantelle e tammuriate suonate con strumenti tradizionali e campionatore"

Luca Trambusto - "MUCCHIO SELVAGGIO"
"Altra musica roots del futuro da un etichetta preferitaNidi d'Arac esplorano un crossover tra le musiche tradizionali del Sud e le nuove tendenze musicali come dub, reggae, rap e techno tarantamuffin? sicuramente qualcosa di buono sta accadendo in Italia.."

Ian Anderson - "FOLK ROOTS"
"...una musica quasi mistica dove l'ipnosi degli strumenti acustici (violino, tamburello, fisarmonica, flauto, mandolino) incontra quello sintetico dei campionatori, producendo sonorità neotribali, spesso legate alla musica popolare salentina."

Federico Scoppio - JAM Giugno 2003
"I Nidi d’Arac portano avanti da anni un percorso personale e perfettamente identificabile. Continuano a coltivare il ricordo della tradizione arcaica del Salento e la mescolanno con le correnti di energia più attuale.(…)Un segno di gran talento questo che pone i Nidi sullo stesso palco calpestato qualche anno fa dagli Almamegretta. Ma, se le strade percorse da questi ultimi si avvicinavano alle oniriche sonorità dell’elettronica di matrice british, i Nidi D’Arac con Jentu portano per mano i rituali di possessione ed esrocismo ad abbeverarsi alla fonte di un nuovo world beat che ha come centro nevralgico la cura per il suono e per le complesse e variegate partiture.(…)
I Nidi D’Arac sono una realtà importante, non accorgersi di loro sarebbe una grave mancanza".

ALL MUSIC - Giugno 2003
" Jentu: da ascoltare e riascoltare più volte … "

Ilario Galati - MUSIC BOOM.it 2003
"Far convivere le pulsioni sperimentali e la tradizione non è semplice. Anzi, è una vera e propria scommessa (…) Jentu riconferma i Nidi D’Arac tra i capofila del rinnovamento della musica attraverso il rispetto della tradizione …"

Federico Fiume – TUTTO 2003
"Jentu rappresenta la forma più attuale della musica popolare. Radici, cultura, suono contemporaneo ed evocativo. Un album che trova il suo equilibrio sonoro e contenutistico, fra acustica ed elettronica, antico e moderno. Con Jentu i Nidi raggiungono il punto più alto e maturo della loro produzione. "

TANDEM, “Gaudi – Bass, Sweat & Tears” Review jan 9 2005 - by Chris Twomey
”...Almost every track represents another part of the world, including vocal contributions from his Native Italy, Neapolitan actress/singer Lina Sastri and Alessandro Coppola (from the band Nidi d’Arac). Gaudi keeps the disparate elements together with lush synths and rootsy, low bass lines, like one world under the same groove. This is a beautiful album full of passion,…..and the production?.......FANTASTIC! 10/10”

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